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Pubblicato Domenica, 17 Aprile 2011 13:13

Agli alunni del Circolo “ Chinnici “

Ho preso in prestito da un mio amico, Gianni Sardeo, poeta per diletto e medico di professione, questa filastrocca  che dedico a tutti gli alunni del 3° Circolo “Chinnici” di oggi, di ieri e di domani, e idealmente a tutti i bambini del mondo, a cui ho finalizzato il mio  lavoro di maestro  e di direttore didattico.

Vi ringrazio per quanto mi avete insegnato e mi scuso  se non ho potuto o saputo  fare tutto ciò che  meritavate.

Vi auguro, comunque, di  riuscire a  “volare” quanto più in alto è possibile, secondo le vostre capacità.

Ne avete anche diritto.

 

                                                                                                              Il vostro Direttore

Piazza Armerina, 6 giugno 2007                                                         Salvatore Roccaverde

 

 

FILASTROCCA

Dice il bimbo

voglio volar

sopra le nuvole camminare

là fermerò quando è più stanco

il mio cavallo a dondolo bianco.

 

 

 

 

Dice suo padre

 

ma che sciocchezze

non è più età delle carezze

rimani per terra

con unghie ben forti

se non vuoi che un soffio di vento ti porti.

Dice il ragazzo

voglio volare

sopra le nuvole cavalcare

là fermerò quando è più stanco

il mio stupendo cavallo bianco.

 

 

 

 

Dice il maestro

 

è una scemenza

impara piuttosto l’ubbidienza

studio fatica disciplina lavoro

queste dell’uomo le regole. 

Dice il giovane

voglio volare

sopra le nuvole galoppare

là fermerò quando scende la sera

il mio cavallo dalla bianca criniera.

 

 

 

 

Dice il prete

 

è una eresia

può volare soltanto Dio

l’uomo piuttosto deve strisciare

perché alla terra dovrà tornare. 

Disse l’uomo con gli occhi ormai stanchi

è una pazzia

questa assurda pretesa mia

hanno ragione più volte ho provato

ma da stolto la vita ho sciupato.

 

 

 

 

Disse il vecchio più antico del tempo

 

non ascoltarli son tutti morti

librati in volo perché hai già volato

e in nessun tempo sarà mai stanco

il tuo leggero cavallo bianco.
   
  Gianni Sardeo